Come conservare correttamente l'aglio: gli errori da non fare

L'aglio è senza dubbio uno degli ingredienti indispensabili in cucina, poiché permette di conferire sapore e carattere a moltissime preparazioni. Nonostante sia così comune, non sono infrequenti gli errori commessi durante le fasi di conservazione e utilizzo in cucina. Vediamo di seguito quali sono i principali e come evitarli, per godere dei benefici nutrizionali e del sapore deciso di questo ingrediente.

Come scegliere l'aglio

Riuscire a riconoscere la freschezza dell'aglio è molto importante per evitare di portare a casa un prodotto già vecchio o che ha sviluppato muffe. A un semplice esame visivo non è facile riconoscere la freschezza dell'aglio. Oltre alla vista, è necessario fare ricorso al tatto: bisognerà dunque controllare che le teste siano particolarmente bianche oppure viola (a secondo della varietà), ma soprattutto sode. Per verificarlo si dovrà applicare una leggera pressione attorno alla testa. Se l'aglio risulterà solido e asciutto, ci si troverà di fronte a un prodotto fresco. Se si notano dei germogli, meglio lasciare l'aglio sullo scaffale, poiché si tratta di un chiaro indicatore che sono stati commessi errori nel processo di conservazione.

Come conservare bene l'aglio

In maniera del tutto simile alla conservazione ideale di cipolle o patate, per mantenere la freschezza dell'aglio si dovrà individuare un luogo asciutto, con un buon ricircolo d'aria, e preferibilmente buio. Sono questi gli elementi che prevengono la formazione di germogli. In alternativa, è possibile utilizzare sacchetti di carta o di stoffa che assorbono l'umidità e creano un ambiente asciutto.

Uno degli errori può commettere nel processo di conservazione dell'aglio avviene certamente nel momento in cui si preleva lo spicchio. È fondamentale infatti prestare attenzione che gli spicchi vengano staccati singolarmente, partendo dalla testa senza prelevare la pellicina protettiva dagli altri spicchi vicini. Solo in questo modo è possibile conservare l'aglio a lungo, preservandone la freschezza.

Ricordate che l'aglio bianco dura 5 o 6 mesi, mentre quello rosa circa 3 mesi, anche se una volta aperto il bulbo, la sua durata di conservazione si accorcia. Non mettete l'aglio in frigo perchè l'umidità accellera la germinazione e la creazione di muffe.

Dal taglio alla cottura: come si usa l'aglio in cucina

Sono molte le persone che preferiscono non sbucciare l'aglio per evitare che sulle dita si trasferisca un odore decisamente sgradevole. Tuttavia, è sufficiente sbucciare l'aglio in modo intelligente, ad esempio immergendolo in acqua e lasciandolo ammollo, oppure inserendo gli spicchi in un barattolo chiuso e agitando o ancora infilzando il coltello nello spicchio. In fase di preparazione vi sono altri errori sempre dietro l'angolo. A seconda del grado di piccantezza che si intende ottenere, esistono tagli più indicati. Ad esempio, per un sapore delicato si può optare per l'aglio vestito o in camicia, che rilascerà molta meno allicina.

Oltre a rimuovere l'anima, ossia la parte centrale che ha un gusto troppo pungente e che è più difficile da digerire, sarà importante tagliare dei pezzi di dimensioni simili. Ciò consentirà all'aglio di cuocere in maniera uniforme. Inoltre, è fondamentale non lasciarlo cucinare troppo: se si nota che da una piacevole duratura l'aglio inizia a virare verso una sfumatura di marrone, è necessario interrompere immediatamente la cottura. In caso contrario, si otterrebbe un sapore molto amaro. Soffriggere a fiamma delicata è un ottimo trucco per evitare che ciò accada e conferire un sapore ottimale ai propri piatti.

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