Dolcificanti al posto dello zucchero? Sfatiamo qualche mito

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In molti si domandano se convenga sostituire lo zucchero con i dolcificanti per perdere peso. Molti prodotti light in realtà a lungo andare finiscono per far ottenere un risultato opposto rispetto alla promessa, favorendo l'obesità e il diabete.

I dolcificanti artificiali si trovano in tantissimi prodotti e stanno invadendo le nostre tavole, complice una pubblicità martellante, che in alcuni casi risulta essere fuorviante. Cereali, biscotti, yogurt, confetture e bibite compaiono sempre più spesso in versione senza zucchero o light, ma molti studi dimostrano come in realtà potrebbe trattarsi di un doppio gioco.

Gli edulcoranti sono pericolosi?

Lo zucchero, ossia il glucosio e fruttosio, causa problemi di salute, soprattutto per via delle quantità che ogni giorno finiscono nei nostri alimenti, aprendo la strada a obesità e diabete precoce.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha già compiuto le prime mosse per abbassare la soglia massima di calorie giornaliere da zuccheri, dal 10% al 5%, cioè 25 grammi, equivalenti a 5 cucchiaini.

Gli edulcoranti non sono però una strada percorribile al 100%. L’opinione degli specialisti sulla loro sicurezza non è unanime. La diffidenza nei confronti di questi prodotti dura da tempo. Si riteneva che l’aspartame potesse essere cancerogeno e negli anni ‘80 al centro delle indagini era la saccarina.

Gli studi hanno smentito queste ipotesi e i dolcificanti per l’uomo devono essere approvati da una commissione scientifica, che ne stabilisce anche la dose giornaliera ammissibile.

Se da un lato molte ricerche hanno messo in evidenza come l'impiego degli edulcoranti aiuti nel controllo dell’obesità e nella prevenzione del diabete, altri studi, più recenti ed avanzati sembrano suggerire il contrario.

Capire gli edulcoranti

Bisogna tenere d'occhio le etichette, in molti casi le versioni light e quelle tradizionali possono essere confuse.

Non tutti i dolcificanti e gli edulcoranti sono privi di calorie: ad esempio i pilioli, ricavati direttamente dallo zucchero hanno all'incirca lo stesso potere dolcificante, con la metà delle calorie del saccarosio.

Le principali sostanze di questo gruppo sono sorbitolo, isomalto, mannitolo, maltitolo, xilitolo, eritiolo e lactitolo. Vengono impiegati in caramelle, dolciumi e prodotti da forno. Il loro vantaggio principale è che rendono più gradevole l'impasto ed hanno un effetto rinfrescante, utilizzato ad esempio nelle gomme da masticare.

Il rischio dei dolcificanti

Il motivo per stare attenti ai dolcificanti è di ordine fisiologico, perché l'organismo percepisce un certo tipo di sapore e attiva i meccanismi enzimatici per gestire la sostanza che dovrebbe averlo prodotto.

Utilizzare dolcificanti produce, secondo alcuni studi, sbilanciamenti gravi e favorisce obesità e diabete, perché l'organismo finisce per abituarsi a certi livelli di sapore e non riesce poi più a metabolizzare in maniera corretta gli zuccheri effettivi.

Più legato ad un fattore personale, poi, c'è il fatto che chi tende a mangiare cibi light spesso crede di poter incrementare le dosi a piacimento, scoprendo che introduce nell'organismo molto più del necessario e sostanze che se troppo presenti in dieta possono causare incrementi di peso e problemi di varia natura.

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