Regole base della cottura a bassa temperatura

La cottura a bassa temperatura, o CBT, e una tecnica molto antica che sta avendo grande successo nell'ultimo decennio, grazie alla riscoperta di alcuni grandi chef. Il metodo consente di cuocere perfettamente i cibi, di renderli più saporiti e succosi, di non disperdere preziosi nutrienti e di ottenere ottimi risultati con la metà degli ingredienti, a fronte però di tempi più lunghi rispetto al normale. Vediamo di cosa si tratta e le regole base per realizzare la cottura a bassa temperatura anche a casa.

Cottura a bassa temperatura: cos'è?

Coniugare un'alimentazione di qualità con i benefici per la salute è una priorità dell'ultimo decennio. La sperimentazione di nuove tecniche per la cottura dei cibi, ha portato a riscoprire la CBT, un metodo che non altera l'integrità delle sostanze nutritive degli ingredienti.

Il sistema di cottura dolce utilizza temperature che vanno da 55 a 60 gradi per pesce e carni e da 85 a 90 gradi per farinacei, verdure e ortaggi. Il calore deve essere sempre costante per non inficiare le proprietà degli ingredienti e alterarne la composizione. I tre punti fondamentali della CBT sono oli, succhi e ricircolo del calore. Questo metodo contribuisce a cuocere perfettamente gli alimenti, rendendoli più gustosi, succosi, dalla consistenza ottimale e dall'elevata conservabilità.

Cottura a bassa temperatura: quali sono gli svantaggi

La cottura a bassa temperatura è maggiormente indicata per carne e pesce, ma può essere impiegata anche per verdure e ortaggi. Il metodo è un ottimo sistema per ottenere cibi più salutari da un punto di vista nutrizionale, saporiti, gustosi e cotti uniformemente. Tuttavia, bisogna considerare anche gli svantaggi della tecnica:

- richiede tempi molto lunghi,

- comporta un dispendio maggiore di energia o gas. L'utilizzo di speciali macchinari, però, contribuisce ad ammortizzare i costi.

- In casa è necessaria maggiore organizzazione con i tempi e le ricette. Non è possibile far ricorso all'inventiva e all'improvvisazione.

Come cuocere a bassa temperatura

La forma più semplice della cottura a bassa temperatura prevede l'uso del forno. L'elettrodomestico consente di impostare la temperatura e mantenerla costante per tutta la durata del processo di cottura. Naturalmente la tecnica richiede uno strumento moderno, preferibilmente di classe energetica A+++ in grado di di contenere i costi in bolletta. Si parla infatti di cotture che potrebbero richiedere anche tutta la notte. La migliore alternativa, peraltro più professionale, è il forno a vapore parte integrante della cucina o da acquistare separatamente.

Il metodo per eccellenza però è il sottovuoto, o altrimenti noto come sous-vide, usato da secoli in Francia. Descritta per la prima volta da Benjamin Thompson verso la fine del Settecento, la tecnica attualmente utilizza strumenti di perfezionamento. In sostanza, i cibi ancora crudi vengono inseriti in sacchetti di plastica per il sottovuoto e cotti all'interno di una qualsiasi pentola con acqua e il roner, uno strumento che controlla la temperatura senza utilizzare i fornelli. Basta riempire una qualsiasi pentola di acqua, immergere il roner e il sacchetto di plastica, impostare la corretta temperatura e il gioco è fatto. Il metodo di cottura consente la preparazione anche di piatti più elaborati.

Le pentole per la cottura a bassa temperatura

In ambito domestico è possibile ricorrere a delle speciali batterie di pentole per consentire una migliore cottura a bassa temperatura. Si chiamano slow-cooker e sono dei recipienti elettrici provvisti di un sistema che consente di cuocere i cibi ad una temperatura costante e mai superiore a 100 gradi. Queste pentole innovative consentono di ridurre i costi in bolletta: il dispendio energetico è pari a quello di una lampadina. Inoltre, non richiedono controlli frequenti, né eventuale aggiunta di acqua. In commercio ne esistono di tutti i tipi: i modelli base partono da 50,00 - 60,00 euro fino a quelli professionali che possono sfiorare anche i 300,00 euro.

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