Le sagne ‘ncannulate del Salento: pasta fatta a mano con semola e acqua, simbolo di tradizione, gesti antichi e sapori autentici della domenica italiana.
Ci sono piatti che raccontano la storia di un territorio meglio di qualunque guida turistica. Le sagne ‘ncannulate, tipiche del Salento, sono una di queste ricette: semplici negli ingredienti, ma uniche nella forma e nel sapore.
Bastano farina di semola e acqua, due elementi essenziali, per dare vita a una pasta attorcigliata che diventa perfetta compagna dei sughi più diversi.
Il nome deriva proprio dal verbo dialettale ‘ncannulare, che significa arrotolare, attorcigliare: un gesto tramandato di madre in figlia, che ancora oggi conserva la magia della manualità antica.
Non è un caso che le famiglie salentine le preparino il sabato sera, per poi consumarle la domenica: un rito collettivo fatto di chiacchiere, farina che vola sui tavoli di legno e impasti che diventano tradizione.
Per la pasta:
Per il condimento al pomodoro:
1. L’impasto
Disponi la farina a fontana sulla spianatoia, versa poco alla volta l’acqua tiepida e inizia a incorporarla con le mani. Impasta con energia per 5-6 minuti, fino a ottenere un composto sodo ed elastico. Copri con un canovaccio leggermente umido e lascia riposare per 10 minuti: è un passaggio fondamentale per rendere la pasta più lavorabile.
2. Stesura e taglio
Riprendi l’impasto, dividilo in porzioni e stendilo con il matterello fino a uno spessore di circa 1 mm. Rifila i bordi e ricava delle strisce lunghe 30 cm e larghe 2 cm.
3. L’attorcigliatura
Ed ecco il momento magico: prendi una striscia di pasta, tieni ferma un’estremità e, con il palmo della mano, fai scorrere l’altra sulla spianatoia. La pasta si attorciglierà su se stessa formando un piccolo torciglione. Piega a U e continua fino a terminare l’impasto. Disponi le sagne su un piano infarinato e lasciale asciugare leggermente.
4. Il sugo
In una padella larga scalda l’olio con la cipolla tritata finemente. Aggiungi la polpa di pomodoro e un pizzico di sale, lascia cuocere a fuoco dolce per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Alla fine profuma con foglie di basilico fresco.
5. La cottura
Butta le sagne in acqua bollente salata: bastano 4-5 minuti di cottura, perché la pasta fresca cuoce velocemente. Scola, unisci al sugo e mescola con delicatezza. Servi con una spolverata di parmigiano (o pecorino) e un filo d’olio extravergine a crudo.
La bellezza delle sagne è che si adattano a tantissimi sughi, dai più semplici ai più ricchi. Ecco due versioni che vale la pena provare:
1. Sagne ‘ncannulate al ragù di carne
Per i pranzi domenicali più importanti, nulla batte la versione con il ragù. Prepara un soffritto di cipolla, sedano e carota in olio d’oliva, aggiungi un mix di carne macinata (maiale e manzo) e sfuma con vino rosso corposo. Unisci la passata di pomodoro e lascia sobbollire per almeno due ore a fuoco basso: il tempo trasforma il sugo in una crema avvolgente. Le sagne assorbiranno tutto il sapore, regalando un piatto sontuoso e perfetto per le grandi tavolate.
2. Sagne ‘ncannulate con sugo di verdure
Se cerchi una versione più leggera e colorata, opta per le verdure. Taglia a cubetti melanzane, zucchine e peperoni, rosolali in padella con cipolla e olio extravergine. Aggiungi pomodorini freschi e qualche foglia di basilico: in pochi minuti avrai un sugo mediterraneo profumatissimo. Questa variante è ideale anche per vegetariani e vegani, e rende il piatto fresco e stagionale.
Le sagne ‘ncannulate sono più di una pasta: sono un rituale, un legame con la terra e con le radici contadine del Salento. Prepararle in casa significa non solo cucinare, ma anche rivivere gesti antichi e portare in tavola il calore di una domenica pugliese.
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