Come scegliere il caffè: robusta e arabica a confronto

È meglio scegliere una miscela di caffè a base di robusta o di arabica? Dipende dai gusti personali. Le tue tipologie si differenziano per il gusto e l’aroma. Vediamo assieme di fare un po’ di chiarezza sulla questione.

I fattori che incidono sulla qualità del caffè

Orientarsi fra le numerose marche e tipologie di caffè sul mercato non è affatto semplice ma lo diventa un po’ di più se si iniziano a conoscere meglio le differenze che esistono fra robusta e arabica. In Italia sappiamo preparare molto bene il caffè ma il pregiato chicco viene coltivato in altre parti del mondo: America Latina, Africa e Asia. Esistono circa 60 varietà di piante differenti ma solo da quattro di esse si raccolgono i chicchi che vengono poi commercializzati in tutto il mondo. Fra queste varietà le più diffuse sono due ovvero la robusta e l’arabica.
Spesso si sente dire che la varietà arabica sia la migliore di tutte ma non è esattamente così. Sulla qualità del caffè incidono numerosi fattori come la zona di provenienza, la tipologia di raccolta fatta, la tostatura, l’accurata lavorazione, il trasporto e l’annata. Una piantagione, seppure di eccellente qualità, non produce mai chicchi di caffè che hanno la stessa identica intensità di aroma e gusto.

Arabica o robusta?

La qualità di un buon caffè tiene in conto di tre fattori: l’acidità, il sapore e l’aroma. Il caffè, per risultare particolarmente piacevole da bere, deve avere un ottimo aroma e un gusto rotondo che non sia né troppo amaro né eccessivamente acido. Se una miscela risponde a queste caratteristiche è certamente di buona qualità.
La varietà Arabica ha un sapore più aromatico e dolce. Ha un contenuto minore di caffeina e ha una buona resa in tazza. La robusta invece è un gusto molto più intenso e corposo. Preparando un caffè con questa varietà si ottiene una bevanda molto densa e cremosa. Qual’è la migliore fra le due varietà? Sono entrambe buone qualità e bisogna scegliere in base ai propri gusti.
Chi ama il caffè forte e cremoso preferirà sicuramente la robusta (contiene anche più caffeina), mentre chi ama un caffè meno intenso, opterà per l’arabica.

Scelta e conservazione del caffè

Per godere appieno degli aromi della miscela scelta, è fondamentale che i chicchi vengano macinati al momento. Dopo solo trenta minuti dalla sua macinazione, la polvere di caffè perde almeno il 70% delle sue proprietà organolettiche. Non è un caso che i bar di solito adoperino il caffè in chicci macinati al momento.
Ovviamente non tutti hanno in casa il macinino del caffè e possono macinarlo in piena autonomia. Per cercare di preservare l’aroma del caffè il più a lungo possibile, è preferibile conservarlo all’interno dei barattoli di ceramica o metallo a chiusura ermetica. Non metterlo in frigo, anche se è un'abitdine comune, perchè lo sbalzo termico lo danneggia, oltre a creare condensa e uminidità. In ogni caso una volta aperta la confezione sarebbe opportuno consumarlo entro 15 giorni. Tra capsule e cialde invece sono le prime a conservare meglio l'aroma, anche se più costose.

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