Il Kamut non è un grano biologico ma solo un marchio registrato

Il Kamut viene considerato un cereale sano, naturale e biologico.
Non a caso, l'Italia ne é il primo importatore al mondo.
Alcuni recenti sviluppi, come il lungo approfondimento di Report, hanno però portato le aziende a un lento ma inesorabile dietrofront.

Riguardo alle proprietà e caratteristiche di questo cosiddetto cereale, che è in realtà solo un marchio registrato, sono state messe in atto strategie di marketing più e meno trasparenti.

Cos'é il kamut? É un cereale?

Il nome Kamut appartiene a un'azienda statunitense che produce ua precisa qualità di grano duro, ovvero il Khorasan. Quest'ultimo, il cui nome corretto é triticum turanicum, é un grano antico, con alcune proprietà nutrizionali interessanti.

Perché allora il cereale viene chiamato kamut?
Il motivo é molto più semplice di quello che si potrebbe immaginare.
L'azienda che lo produce, per l'appunto la Kamut, é riuscita a crearsi una forma di mercato monopolista.

La Kamut é sostanzialmente l'unica produttrice al mondo di Khorasan, che per questo é stato identificato con lo stesso nome del marchio.
L'azienda si occupa della raccolta del grano coltivato per lo più in Canada e negli Stati Uniti, per poi rivenderlo in condizione di unico esportatore ai paesi europei, affidandosi a un solo distributore.
Una strategia di marketing semplice ma molto funzionale ed efficiente che alimenta notevolmente gli introiti dell'azienda.

Di per sé questo non sarebbe un problema per i consumatori, a meno di considerare il livello alto di prezzo che l'azienda può tranquillamente conservare, essendoci una competitività praticamente pari allo zero.
Oltre a questo, intorno al cereale é stata creata un'aurea fin troppo miracolosa che nasconde alcune insidie.

Il kamut è bio?

Il Kamut, o meglio il Khorasan, possiede delle ottime proprietà nutrizionali che non possono essere messe in discussione.

La fama di questo prodotto, però, é dovuta più che altro alla veridicità della sua certificazione biologica.
Un alimento con questa certificazione é dichiarato privo di pesticidi e OGM e pertanto é naturale e salutare, sia per l'organismo umano che per l'ambiente.

Il problema principale sorto riguardo al grano Kamut riguarda proprio la certificazione che ne attesta il suo essere biologico.
Nel 2017, infatti, Federbio ha individuato la presenza di valori anomali di glifosato? nello stesso.

Il glifosato é un pesticida prodotto dalla Monsanto, sul quale sono sorte in passato varie polemiche, piú o meno ragionevoli.
In ogni caso per considerare un prodotto biologico nell'Unione Europea, il tasso massimo di glifosato che può contenere é pari allo 0,01 milligrammi per ogni chilo di cereale.

Il Kamut è bio?

Questa segnalazione, che al tempo non fu ufficializzata, portò comunque ad alcune conseguenze.
Il pastificio De Cecco, ad esempio, decise di eliminare la denominazione di 'prodotto biologico' dalle confezioni di pasta realizzata con kamut.
Il pastificio Ghigo che realizza la pasta marchio Conad, ha anch'esso dichiarato di aver rilevato tassi di glifosato troppo alti.
Pare che l'azienda abbia perciò richiesto di ripetere le analisi, non é chiaro in quale laboratorio, poi risultate nella norma.

Tra le aziende italiane, anche Alce Nero, un'eccellenza dei prodotti biologici italiani, ha deciso di discostarsi dal marchio Kamut e ora realizza prodotti di khorasan made in Italy.

Come scegliere i prodotti di kamut

ll grano kamut puó essere prodotto da tutti i paesi e in Italia prende il nome di Saragolla.
Esistono molti prodotti di Saragolla, sicuramente consigliabili rispetto a quello d'oltreoceano, anche se l'ufficio stampa di Kamut Enterprises of Europe ha dichiarato che "il Saragolla è geneticamente distante dal grano khorasan a marchio KAMUT®, in quanto appartiene alla sottospecie del Triticum turgidum durum, detto comunemente grano duro, mentre il khorasan è Triticum turgidum turanicum".

Il khorasan, ha effettivamente proprietà antiossidanti, è più digeribile e ha un'alta quantità di proteine ed elevata presenza di selenio e beta-carotene, ma quello che sembra suggerire il finale del reportage della Rai è che sia possibile orientarsi sulle alternative nazionali di grano antico evitando così speculazioni commerciali e prodotti non proprio biologici.
 

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