Il cibo del futuro

Il cibo del futuro
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Che il cibo che mangiamo sia in continua evoluzione dovrebbe essere una cosa nota a tutti. Basti pensare allo stupore che suscitarono i pomodori quando furono importati la prima volta dalle Americhe.

Se poi ci sentiamo convinti che il cibo sia sempre stato come lo vediamo ci sbagliamo di grosso, perché le banane avevano i semi e gran parte delle cose che mettiamo in tavola erano molto più piccole e insapori.
Come sono fatti i cibi che ci metteremo in tavola nel 2029? Proviamo a capirlo.

Il cibo e la genetica

Già nel 1800 il chirurgo scozzese Dottor Joseph Lind condusse i primi studi clinici mirati per comprendere, visto che era un medico navale, come si potessero preservare i marinai dallo scorbuto, scoprendo che gli agrumi erano indispensabili per la loro salute.

La scienza moderna ha analizzato ogni aspetto della nostra vita e della dieta, scoprendo che la risposta dei singoli individui allo stesso cibo cambia in maniera sorprendente.

Ci sono persone con picchi di glucosio nel sangue per aver mangiato un gelato ed altri che hanno avuto lo stesso problema con un piatto di riso in bianco. Nei prossimi dieci anni il campo della personalizzazione della nutrizione ci porterà a creare diete salutari per ognuno.

Questo perché le differenti risposte sembrano legate in maniera indissolubile alle nostre caratteristiche personali. Per esempio a come sono strutturati in maniera leggermente differente da un individuo all’altro l'intestino oppure il fegato.

La genetica si è avvicinata alla scienza della nutrizione, creando la nutraceutica e la nutrigenomica. Queste ricercano le relazioni fra l'alimentazione e la salute, cercando di scoprire gli effetti salutari gli alimenti, visti anche come una sorta di farmaci.

Uno dei sostenitori più autorevoli di questa nuova scienza è il dottor Jeffrey Bloomberg che insegna scienze nutrizionali nel Massachusetts alla Tufts University e secondo cui lo studio della genetica aprirà nuove strade per diete personalizzate.

La genetica nel cibo

Nel 2029 il cibo sarà progettato per essere più nutriente. Quasi tutto il cibo che mettiamo in tavola non è disponibile in natura, dalle carote che una volta non erano arancioni, alle pesche i cui antenati non erano più grandi delle ciliegie, fino ai pomodori che sono di sicuro quelli che hanno subito la trasformazione più famosa.

Il cibo ha sempre subito modifiche che lo rendessero più succoso, nutriente e morbido e la selezione fatta dai coltivatori non ha mai mancato farsi sentire pesantemente, anche se gli effetti sulla qualità effettiva a volte non sono stati dei migliori.

I sali minerali sono scesi notevolmente di quantità rispetto anche soltanto al secolo scorso. In particolare le proteine, il calcio, il ferro, il fosforo, la vitamina c e vitamina b2 attualmente disponibili negli alimenti non sono più quelli di una volta.

Entro il 2028 la genetica avrà posto un rimedio al problema, perché modificando il pool e introducendo anche geni esterni si può fare in modo che la frutta contenga anche nutrienti che prima non aveva.

Sono state prodotte banane modificate geneticamente per produrre provitamina A, che non è presente nelle comuni banane del supermercato e che è stato possibile ottenere prelevando geni da una banana della Papua Nuova Guinea.

Questi cibi modificati geneticamente possono essere utili per introdurre sostanze nutritive nella dieta di popolazioni che altrimenti non avrebbero mezzi per ricavarli. Ci sono anche risvolti più oscuri, come pezzi di DNA prelevati da organismi che non appartengono alla stessa famiglia.

Per esempio come è successo 2008 quando i ricercatori hanno creato delle carote in grado di aumentare l'assorbimento del calcio da parte dell'organismo con un gene preso da un batterio.

La lista è lunghissima come patate, riso e mais con proteine, oppure semi di lino con alti livelli di omega 3 e omega 6 o aver messo I geni della lattuga nel pomodoro per facilitare il trasporto del ferro.

L'introduzione della tecnica che si chiama chiamata CRISPR-Cas9 ha aperto possibilità di modifiche che fino a pochi anni fa erano assolutamente impensabili con tutto ciò che ne deriva.

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