Quali frutti e ortaggi non mangeremmo più se sparissero le api?

Le tv, i giornali e i media in generale da anni, oramai, ci parlano dell'importanza che le api rivestono nella nostra vita quotidiana e ci illustrano i pericoli connessi all'estinzione di questi preziosissimi insetti laboriosi. Le api, infatti, insieme agli altri insetti impollinatori ci assicurano la buona riuscita dei raccolti su cui l'essere umano basa la propria sopravvivenza. Non è difficile, pertanto, immaginare quali sarebbero le conseguenze catastrofiche se sparissero le api.

Il massiccio uso dei pesticidi, i repentini cambi di temperatura, la diffusione di parassiti autoctoni e la sempre maggiore indisponibilità di cibo per le api sono tutti fattori che, lentamente, stanno portando alla loro estinzione. Ma questo cosa comporta per noi e per la nostra alimentazione? Davvero potremmo non mangiare più determinati frutti e ortaggi? Scopriamolo insieme?

Salvare le api: un imperativo categorico

Pesche, meloni, pomodori, zucchine, aglio, castagne, mele e pere sono solo alcuni dei comunissimi cibi che potrebbero sparire dalla nostra alimentazione se si estinguessero le api. Per toccare con mano quanto potrebbe essere devastante la sparizione delle api, Whole Foods Market, una delle catene di supermercati più importanti al mondo e presente negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna, ha creato un'immagine che passerà decisamente alla storia, eliminando dagli scaffali tutti quei cibi e quei prodotti della terra che dipendono dal preziosissimo lavoro di impollinazione portato avanti dalle api.

Ph Credits: www.prnewswire.com

L'esperimento condotto ha evidenziato una realtà devastante per la sopravvivenza del genere umano: su 453 prodotti, infatti, ne sono stati eliminati 237, circa il 52% dell'assortimento totale.

Inoltre, secondo l’organizzazione no profit Pollinator Partnership, benché non si conosca ancora precisamente l'impatto della diminuzione delle colture destinate al foraggio, l'estinzione delle api potrebbe generare delle ripercussioni gravissime anche sulla filiera della carne e su quella dei prodotti latticino-caseari. E' una situazione che non può più essere presa alla leggera: i rischi per la salute, come si è visto, sono davvero enormi.

L'impatto sul settore agricolo mondiale

Dal 1989 a oggi si assiste a una diminuzione delle api stimata intorno al 75%, con un'estinzione otto volte superiore a quella degli invertebrati. Salvare le api e il loro habitat naturale, pertanto, deve diventare una vera e propria missione per il genere umano, coinvolgendo i governi mondiali e attuando delle strategie ad hoc per proteggere il lavoro degli "impollinatori".

Se adottare uno o più alveari, infatti, rappresenta un'iniziativa più che lodevole per preservare il lavoro delle api, questo potrebbe non bastare. Bisogna intervenire tempestivamente per garantire alle api il giusto nutrimento: a causa del riscaldamento globale, infatti, si riscontrano sempre più casi di infezione degli alveari da parte di diversi parassiti che, giorno dopo giorno, privano gli insetti del naturale sostentamento, obbligando gli agricoltori a trovare forme alternative di nutrizione artificiale.

E questo è un dato allarmante: basti anche semplicemente pensare alla contrazione del circa 41% nella produzione di miele d'acacia e a base di agrumi.

Addio alle api? Ecco cosa sparirà dalle nostre tavole

Ecco perché salvare le api deve diventare una priorità assoluta nella politica mondiale. Senza un intervento mirato, infatti, potremmo dire addio per sempre a:

  • avocado
  • erba medica, uno dei tipi di foraggio più utilizzato per il pascolo di bovini da carne e da latte
  • mandorle
  • pere
  • mele
  • anice, strettamente dipendente dal lavoro delle api da miele
  • albicocche
  • fragole
  • ciliegie
  • caffè
  • mirtilli
  • cacao e noci di macadamia
  • kiwi
  • frutti di bosco
  • anacardi
  • pompelmo
  • melone
  • mango
  • anguria
  • zucca e zucchine.

L'elenco, purtroppo, è destinato ad allungarsi arrivando a includere anche prodotti quali il miele, il tè, e ortaggi la cui propagazione è affidata quasi esclusivamente agli impollinatori, come pomodori e cetrioli. Siamo davvero pronti a rinunciare alla bontà di questi cibi che, quasi quotidianamente, affollano le nostre tavole? Dobbiamo iniziare a prendere seriamente in considerazione il problema della sparizione delle api: la nostra salvezza dipende anche da loro.

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