Come fare la barca di San Giovanni (e San Pietro) con il bianco dell'uovo

Come fare la barca di San Giovanni (e San Pietro) con il bianco dell'uovo
  Photo credits: giornaledibrescia.it

E' una tradizione antica quella che ancora oggi affascina ancora oggi tanti bambini che la notte tra il 23 e il 24 giugno usano il bianco dell’uovo per realizzare la Barca di San Giovanni e trovare il mattino seguente un bellissimo veliero in 3D all’interno di un contenitore trasparente pieno di acqua.

Scopriamo insieme come si fa la Barca di San Giovanni e qual è la storia di questa usanza contadina tutta italiana.

La tradizione della Barca di San Giovanni

L’origine è presumibilmente fiorentina, ma questa pratica è ormai diffusa in molte parti d’Italia, soprattutto al nord. In passato la Barca di San Giovanni era certo un “esperimento” magico per i bambini, ma nella tradizione contadina il fatto che l’uovo prendesse le sembianze di un veliero o meno poteva predire se il raccolto sarebbe stato buono o scarso.

Un procedimento simile si fa in molte regioni anche la notte di San Pietro e Paolo, sempre con lo stesso scopo di predizione del futuro.

Come si fa la Barca di San Giovanni

Per sperare di trovare il mattino seguente un barca con le vele bisogna riempire di acqua un contenitore trasparente, versare al suo interno l’albume di un uovo e lasciarlo sul balcone della finestra, nel giardino o nel terrazzo tutta la notte… insomma purchè sia all’aperto.

Quello che permette all’albume di sfilacciarsi e formare delle vele è infatti lo sbalzo termico tra giorno e notte, tra il terreno/la superficie calda su cui è appoggiato il contenitore e l’umidità notturna.
Gli sbalzi termici cambiano la densità delle molecole dell’albume che quindi crea al suo interno dei movimenti convettivi.

Chiaro che se lo sbalzo termico non c’è anche le vele della Barca di San Giovanni non verranno issate!
Ecco spiegato il motivo per cui la “magia” a volte non riesce.

Come fare la barca di san Pietro con l'albume

La barca di San Pietro con l'albume

Procedimento simile si fa anche nella notte fra il 28 e il 29 giugno (quando appunto si festeggiano i santi Pietro e Paolo) e l’esito è la barca di San Pietro ovvero quella che usava l’apostolo pescatore dalla vita burrascosa.

Anche in questo caso le vele ben tese e alte dell’albume dovrebbero predire un buon raccolto e una buona pesca, oltre a dimostrare la vicinanza del Santo che avrebbe soffiato dentro la brocca di vetro nella notte per lasciare testimonianza di sé ai fedeli.

Chiaro che si tratta di credenze antiche legate al mondo del cristianesimo e che oggi sono divenute tradizioni per far sognare grandi e piccini con quello che è a tutti gli effetti un esperimento di chimica.

Ph credits: giornaledibrescia.it

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