Tutto, ma proprio tutto sul fenomeno delle dark kitchen

Cucine senza ristoranti, cibo cotto sottovuoto, materie prime bio: queste saranno le nuove tendenze alimentari dei prossimi anni. Il lockdown ha modificato e anche molto le abitudini dei cittadini, ricevere ciò che serve direttamente a casa grazie ad Amazon ed altri siti di e-commerce è diventata la nuova normalità, così come fare la spesa online. Non solo il Covid ha stravolto le abitudini culinarie dei cittadini, sempre più attenti alla qualità del cibo e alla provenienza dello stesso. Il trend alimentare ormai è cambiato e anche i gestori dei locali lo hanno capito. Ecco perché, il fenomeno delle dark kitchen sembra destinato ad emergere e crescere fino a rifornire gran parte del cibo destinato al delivery. Le dark kitchen sono infatti delle cucine professionali gestite da cuochi che preparano pietanze esclusivamente per l'asporto, la location non sarà più un locale ma un app destinata al delivery con l'ausilio di fattorini specializzati come Uber e Glovo. La crescita globale è stimata fino al 20% annuo un recente studio ha evidenziato infatti che le dark kitchen gestiranno un mercato pari a 365 miliardi annui nel 2030.

I pro delle dark kitchen

Nate in America dove sono conosciute come ghost kitchen o cucine nascoste, segrete; le dark kitchen si stanno diffondendo sempre di più, non solo per i costi di gestione molto più convenienti rispetto al mantenimento di un locale ma anche per le maggiori opportunità sul mercato. Quando ci si appresta ad aprire un ristorante, è necessario andare alla ricerca di un locale giusto nella zona adatta al concept di riferimento, ci sono spese di affitto, manutenzione, spese per le pulizie, l'acquisto di materie prime e anche la gestione del personale e del locale. Insomma, i costi ci sono e spesso farvi fronte è impossibile soprattutto nell'ultimo periodo in cui lavorare con i clienti all'interno del proprio locale non è più possibile. Con le dark kitchen si abbattono i costi: si sfrutta la propria cucina, si prepara il cibo esclusivamente per il delivery e si può apprezzare al meglio al qualità di ciò che viene realizzato. I costi del trasporto si ammortizzano grazie ad una gestione più accessibile.

I contro delle dark kitchen

Ad oggi non è possibile affermare con certezza se siamo arrivati alla fine della ristorazione o, tempi permettendo, questa verrà riscoperta. Resta il fatto che cavalcare l'onda del delivery è l'unica soluzione al momento, sia per via dell'emergenza sanitaria ma anche a causa della crisi economica che richiede agli imprenditori di adeguarsi alle nuove necessità per poter rimanere a galla. Digitalizzazione, pubblicità sui social e delivery: questi sono gli elementi cardine del futuro dell'enogastronomia. Anche se ovviamente con le dark kitchen e la consegna a domicilio vengono meno l'atmosfera, il comfort e il servizio che solo un ristorante può offrire, inoltre le commissioni da riconoscere alle app sono importanti (dal 15% al 30%) e questo potrebbe essere fonte di criticità per far quadrare i conti.

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