Food delivery è davvero sicuro?

Il food delivery, la richiesta di uno o più pasti a domicilio, sta prendendo sempre più piede, anche nel nostro Paese. Oltre a essere una soluzione pratica, comoda ed efficiente, essa ci consente di ordinare tutto il cibo che vogliamo comodamente a casa nostra, oppure in qualunque altro luogo desideriamo. Ma ci siamo mai chiesti se il food delivery sia davvero sicuro? Oltre alla sicurezza alimentare e alla presenza di possibili allergeni, quali sono gli altri rischi connessi al food delivery?

Food delivery: l'importanza della sicurezza alimentare

Deliveroo, Glovo, Just Eat e Uber Eats sono tra le principali piattaforme attraverso cui è possibile ordinare cibo a domicilio. Ognuna di esse vanta una specifica individualità e ciascuna consente di ordinare cibi caldi o freddi a seconda dei gusti e dei desideri del cliente. Grazie a una recentissima indagine condotta da un'associazione a difesa dei consumatori, però, si è evidenziato come ogni piattaforma presenti una o più criticità che sarebbe opportuno risolvere in tempi brevi. Come abbiamo avuto modo di anticipare, il fenomeno del food delivery appare in costante ascesa, soprattutto in un periodo storico come quello attuale che, caratterizzato dall'epidemia di Covid-19, ha il pregio di mettere in comunicazione clienti, ristoranti e piattaforme deputate alla consegna dei cibi in tempi veramente ristretti.

Ciò che preoccupa, secondo i dati raccolti nel corso dell'inchiesta, è la poca trasparenza concernente gli ingredienti presenti nei cibi. E' stato evidenziato, infatti, che pur avendo fatto presente al momento dell'ordinazione di un'allergia all'uovo e alla soia, nelle pietanze successivamente analizzate sono state effettivamente trovate tracce di tali sostanze. E già qui si riscontra una prima, importante criticità. Come da disposizioni di legge, infatti, ogni menu deve obbligatoriamente riportare gli allergeni presenti nei cibi. Dall'indagine, invece, è emerso che non solo essi non sono riportati ma che ogni piattaforma sceglie come regolarsi in tal senso. Mentre, infatti, alcune consigliano in modo esplicito al cliente di rivolgersi direttamente al ristorante e di comunicare eventuali allergie, altre consentono al cliente di inserire in un apposito spazio tutto ciò che s'intende comunicare o richiedere prima di procedere all'ordinazione. Un sistema di questo tipo, però, si rivela estremamente complicato e farraginoso, potenzialmente in grado di arrecare danni alla salute del cliente. E, ovviamente, ciò non è minimamente in linea con lo scopo e le finalità di uno strumento utilissimo come il food delivery.

Cibi caldi o freddi? Attenzione alla temperatura

Sushi, pizza, hamburger, kebab, bistecche e riso alla cantonese con salse e intingoli vari sono solo alcuni dei piatti che amiamo ordinare attraverso il food delivery. Ma ci siamo mai chiesti se, durante il trasporto e la consegna, le temperature ottimali dei cibi subiscono delle variazioni, anche di tipo importante? Dall'indagine condotta da Altroconsumo, è emerso come la temperatura media rilevata per i piatti freddi sia stata di 23,5 °C, a fronte di quella consigliata di 10°C. Per i cibi caldi, invece, si riscontrano minori criticità: la temperatura media rilevata è stata 50°C, valore considerato accettabile giacché la normativa ne prescrive 60°C.
Tra i dati più incoraggianti concernenti il food delivery, l'inchiesta ha evidenziato come non siano state rinvenute tracce di Covid 19 né siano stati rintracciati virus, germi e batteri in grado di provocare danni alla salute. Promossa, invece, a pieni voti la qualità del servizio. Le piattaforme principali che si occupano di food delivery, quali Glovo, Deliveroo, Just Eat e Uber Eats, maggiormente presenti nelle grandi città, hanno ottenuto ottime recensioni in riferimento ai costi, all'assortimento del menu e alla velocità della consegna, le piattaforme che collaborano con un minor numero di locali hanno ricevuto recensioni buone ma con qualche problema tecnico da risolvere per puntare all'eccellenza.

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