Too Good To Go, l'App che combatte lo spreco alimentare

Too Good To Go, l'App che combatte lo spreco alimentare
  Photo credits: toogoodtogo.it

Too Good To Go, vale a dire "troppo buono per essere buttato via": è questo il nome e anche il concept che c'è dietro l'omonima app che, attraverso negozi di alimentari e ristoranti che aderiscono, mette a disposizione a prezzi irrisori delle "Magic Box" a sorpresa con i prodotti freschi rimasti invenduti.

Too Good To Go contro lo spreco alimentare

Un pacco il cui contenuto è a sorpresa e, con una spesa massima di 4,99€, consente di portarsi a casa prodotti freschi invenduti che altrimenti sarebbero stati buttati: è questo, in sintesi, lo scopo di Too Good To Go, un'app sviluppata da una società danese e progettata proprio per combattere gli sprechi alimentari.

L'intuizione di Too Good To Go è tanto semplice quanto efficace e parte dal presupposto che ogni giorno in Europa un terzo del cibo viene sprecato, mentre negli USA la percentuale sale al 50%: da qui l'idea di un'app che creasse un network di operatori nel settore alimentare e li mettesse poi in contatto con dei potenziali clienti.

Come funzionano l'app e le "Magic Box"

Gli utenti che hanno scaricato Too Good To Go possono vedere quali esercizi commerciali nella propria zona mettono in vendita le "Magic Box", ovvero delle confezioni il cui contenuto si scopre al momento del ritiro: una volta prenotato, la scatola può essere ritirato all'orario indicato con la differenza che ad esempio le panetterie offrono questo servizio in tutta la fascia diurna mentre i ristoranti mettono da parte l'invenduto dopo cena.

In questo modo i clienti acquistano del cibo a prezzo inferiore (un terzo di quello originario) mentre i negozianti fanno un guadagno su prodotti che altrimenti andrebberp buttati: ma la cosa più importante è che si crea un virtuoso "network antispreco" che diventa efficace laddove sono in molti ad aderire; ad ogni modo il costo delle "Magic Box" può variare (da 2,99 a 3,99 o 4,99 euro) con delle eccezioni per prodotti pregiati forniti da determinati punti vendita.

Numeri in crescita per la start-up danese

"Quello dello spreco è un problema enorme che bisogna risolvere al più presto" ha spiegato Mette Lykke, CEO dell'azienda, nel corso di alcune interviste: l'app nata a Copenaghen nel 2015 sta cominciando ad avere successo anche nel nostro Paese, soprattutto nei grandi centri, per un totale di 6500 esercizi commerciali (45mila in tutto il mondo).

Secondo la CEO di Too Good To Go, che adesso conta 650 dipendenti in tutte le sue sedi e punta a espandersi in altre città degli Stati Uniti dopo New York e Boston, al momento in Italia vi sono due milioni di potenziali clienti a fronte dei 20 milioni raggiunti finora a livello internazionale. "Il prezzo è stato studiato in modo tale che non sia conveniente far passare delle pietanze a basso costo per degli autentici avanzi" ha aggiunto, precisando che gran parte del team di lavoro di Too Good To Go è dedicato alle segnalazioni dei clienti in modo che eventuali disservizi e irregolarità da parte degli esercizi affiliati vengano eliminati per rendere credibile il meccanismo.

Una nuova cultura del cibo dopo la pandemia

Un altro aspetto peculiare dell'app che combatte gli sprechi (e punta a creare un'economia circolare del cibo per una maggiore sostenibilità) è quello per cui i clienti devono recarsi necessariamente in negozio a ritirare il proprio paniere a sorpresa. In questo modo si evita di integrare un servizio di consegna che farebbe lievitare i costi del cibo stesso. E questo sistema pare abbia avuto un vero e proprio boom negli scorsi mesi, quando a causa del lockdown molti hanno cominciato a riflettere sull'importanza di non buttare via il cibo, ridefinendo le proprie abitudini alimentari ma anche di acquisto attraverso piattaforme online.

"Per molti esercizi tutto questo può fare davvero la differenza" ha spiegato la Lykke che, dopo aver cominciato aiutando i fornai di Copenaghen, adesso è pronta a stringere accordi con multinazionali del calibro di Unilever, Danone e Nestlé.

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