Italiani in Lockdown: quasi la metà è ingrassata

A partire di marzo del 2020 gli italiani, a causa del coronavirus, hanno dovuto cambiare il loro stile di vita.
Con i lockdown che si sono ripetuti, totali o parziali, anche l’alimentazione è cambiata.
Secondo una recente analisi resa pubblica da Coldiretti, almeno il 44% dei nostri connazionali in questi mesi è aumentato di peso.

Le restrizioni hanno contribuito all’aumento di peso

Basandosi sui dati Crea, la Coldiretti ha realizzato un’analisi della situazione alimentare e nutrizionale degli italiani. Il Centro di ricerca alimenti e nutrizione ha fornito una serie di dati dai quali risulta chiaro che le restrizioni attuate dal Governo per contrastare la diffusione del contagio da Covid19 abbiano determinato un aumento del peso corporeo che ha interessato quasi la metà degli abitanti del nostro Paese, con la situazione dei bambini che in quest’ottica è sicuramente la più delicata tra tutte. I Dpcm che contengono le misure restrittive e le fasi di Lockdown che si sono susseguite, prima con la zona rossa proclamata per alcune regioni e poi per tutto il territorio italiano, e la recente creazione delle zone di diverso colore hanno determinato un sicuro cambio delle abitudini delle persone, con incremento sia del lavoro in smart working che della didattica a distanza per molte scuole. Questo ha comportato, insieme con la chiusura delle palestre e la limitazione delle attività delle società sportive, alla quasi impossibilità di praticare sport con le condizioni meteo abituali e quindi ad una maggiore sedentarietà. Insieme a questo c’è stato un incremento notevole della tendenza a cucinare e in alcuni casi anche a mangiare il cosiddetto "cibo spazzatura". Il risultato finale di tutte queste causali è stato l’aumento di peso.

I numeri del rapporto presentato da Coldiretti

L’analisi effettuata da Coldiretti è stata resa pubblica nel corso della presentazione dei dati che interessano lo scorso anno che sono stati elaborati da "Okkio alla Salute", il sistema nazionale che si occupa della sorveglianza, con il coordinamento di due centri che fanno parte dell’ISS. I numeri parlano chiaro e indicano nel 44% la percentuale degli italiani che sono aumentati di peso in questo periodo. La Coldiretti ha pubblicato sul proprio sito una nota in cui ha evidenziato le cause di questo problema che ha colpito indistintamente sia gli adulti che i bambini. In questo periodo tutti si sono trovati in difficoltà a seguire una dieta sana ed equilibrata, e questo si è legato anche all’aumento del tempo trascorso seduti, magari davanti ad un tablet o alla televisione, ed al consumo di alimenti conservati. I dati resi noti dall’associazione di rappresentanza degli agricoltori fanno risaltare che il 53% è stato tenuto lontano dalle attività sportive in questo periodo. Secondo l’indagine "Okkio alla Salute", la situazione di emergenza nutrizionale è particolarmente pesante per i bambini piccoli, e aggravata rispetto al 2019. Uno su due al mattino non fa una colazione adeguata e uno su quattro durante la giornata beve delle bevande zuccherate e gassate, oltre a consumare una minor quantità di frutta e verdura. Il 20% dei bambini inoltre non svolge attività fisiche.

Un’azione efficace per contrastare questa tendenza

La Coldiretti ha dato anche un consiglio per combattere questa tendenza, spiegando che è in atto un progetto, intitolato "Educazione alla Campagna Amica", nel quale sono coinvolti gli alunni sia delle elementari che delle medie in tutte le regioni italiane. I ragazzi partecipano alle lezioni che si svolgono nelle fattorie didattiche oltre che nei "laboratori del gusto" e che sono organizzate sia in classe che nelle varie aziende agricole partecipanti. L’obiettivo di queste lezioni è quello di dare ai bambini una formazione per trasformarli in "consumatori consapevoli" facendo conoscere loro i principi della sana alimentazione abbinati a quelli della "stagionalità" dei prodotti in modo da valorizzare quelli che sono i fondamenti di un nostro punto di forza, la dieta mediterranea. Le lezioni puntano inoltre a ricostruire il legame tra i prodotti base dell’agricoltura e i cibi che vengono consumati ogni giorno dagli italiani nelle loro case e nei ristoranti, fermando in questo modo il legame che si è creato con il consumo del "cibo spazzatura". I cittadini non devono dunque dimenticare, qualunque sia il colore della zona dove abitano, che è necessario seguire una dieta alimentare equilibrata che rafforza le difese immunitarie del proprio organismo, dando anche un maggiore benessere generale.

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